25 Novembre 2020
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TONY FRANKLIN @ Roma, Let It Beer – "The Fretless Monster” e i suoi fratelli!

14-12-2018 12:23 - CONCERTI
Tony Franklin Band
Aredhea
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Tony Franklin Band
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Tony Franklin Band
Tony Franklin Band
Tony Franklin Band
Tony Franklin Band
Tony Franklin Band
Ci apprestiamo a raccontarvi, giunti oramai quasi all’epilogo di questo fantastico anno so-lare ricco di eventi musicali, le gesta in terra capitolina di un altro grande nome del panorama rock internazionale: dopo gli eventi di grande successo, che hanno visto rispettiva-mente esibirsi gente del calibro di Doogie White (cantante, ex Rainbow, Y. J. Malmsteen, Michael Schenker, ecc.), Vinny Appice (batterista, ex Black Sabbath, Dio, Heaven & Hell, ecc.) e non ultimo di recente il funambolico Vinnie Moore (chitarrista, UFO, ex Vicious Rumors e Alice Cooper), non poteva di certo mancare anche un altisonante rappresentante dello strumento ritmico per eccellenza, il basso, nella fattispecie il "fretless"! Ed ecco a voi, signori e signore, il nome tanto atteso: Mr. Tony Franklin, soprannominato per l’appunto "The Fretless Monster” per la sua abilità nell’utilizzo di questo particolare strumento, ha fatto anche lui tappa al Let It Beer di Roma, Venerdì 7 Dicembre 2018, durante il suo tour europeo, accompagnato per l’occasione da una band di musicisti formidabili, quali sono Pino Liberti (batteria, già con Kee Marcello, Uli John Roth, Marco Mendoza, ecc.), Nazzareno Zacconi (chitarra, anche lui con Kee Marcello, Michael Angelo Batio, ecc.) e il giovane e talentuoso Damiano Borgi (voce, in forze ai capitolini Stage Of Reality). Nonostante la concomitanza di diversi eventi in questo ponte dell’Immacolata, la presenza del pubblico anche in questa occasione è stata a dir poco positiva, facendo registrare complessivamente un buon numero di partecipanti, nonché di musicisti e appassionati dello strumento, pronti a tastare con mano tutta la classe e la tecnica di un artista che nel suo lungo e ricco curriculum vanta collaborazioni mondiali di alto profilo: dagli storici The Firm, assieme a Paul Rodgers e Jimmy Page, ai Blue Murder, con Carmine Appice e John Sykes, passando per David Gilmour, Kate Bush, Whitesnake e non ultima la sua esperienza anche con artisti italiani come Eros Ramazzotti e Vasco Rossi, solo per citarne alcuni! Tanta carne a cuocere quindi, per tutti i palati più e meno fini, grazie a questo ennesimo evento di successo organizzato dall’amico Stefano Luciano con Iragency assieme agli amici del Let It Beer: ad aprire la serata ci ha pensato la giovane ed energica “female-fronted” rock band Aredhea, riscontrando un buon successo complessivo, ma andiamo con ordine e chiudiamo questo lungo ma doveroso preambolo iniziale, augurandovi una buona lettura come sempre!


Aredhea
Non ci poteva essere partenza migliore se non quella di assaporare a inizio serata tutta l’essenza di un rock sanguigno, genuino e moderno, anche se con reminiscenze vintage ottantiane: la giovane band capitolina, attiva oramai da poco meno di quindici anni, nata dal connubio musicale tra Stefano Cascio (chitarra, già con i NeverHush e i Rokkhard) e Alessio Forgetta (basso, classe 1983) propone un hard rock in chiave italiana, dal forte impatto sonoro e visivo, complice certamente anche la presenza dietro il microfono della bella Virginia De Propris (voce). I nostri hanno all’attivo un EP autoprodotto, ‘Non è Un Gioco’ (2014) nonché l’altisonante partecipazione alla compilation ‘30 Desaparecido’ (prodotta dal Ghigo Renzulli Fan Collaborative – n. d. r.) oltre ovviamente ad essersi fatti abbondantemente le ossa in tutti i circuiti musicali capitolini: anche in questa occasione ci dimostrano tutta la loro tempra, meritandosi tanti calorosi applausi da parte di un pubblico attento e partecipe! La partenza è affidata alla rocciosa e hard rockeggiante “La Mia Strada”, registrata dopo la pubblicazione del primo EP, e si parte subito col piglio giusto, grazie ad un sound arrembante suonato con tanta energia dal quintetto romano, così come su “Non è Un Gioco”, dove alle sonorità di matrice anglofona si sovrappone la bella voce di Virginia, molto ispirata quest’oggi. “Sola Senza di Te”, risalente già all’epoca della registrazione ma esclusa per motivi di spazio, continua questa piacevole esibizione, assai sentita da tutta la band, soprattutto perché oggi si festeggia anche il compleanno del cofondatore e chitarrista Stefano Cascio, al quale anche noi di VeroRock Italia rinnoviamo i più felici auguri; con l’accoppiata “Limite Non è” e “Un’altra Parte di Me” ci viene offerto un assaggio di quelli che saranno i nuovi brani che andranno a comporre il futuro album di debutto, che verrà probabilmente registrato l’anno che verrà: entrambi i pezzi risultano molto freschi e coinvolgenti, eseguiti con tanta passione da parte di tutti, soprattutto da Diego Tambasco (chitarra) e dalla new entry Filippo Martini (batteria), decisamente artefici di una prestazione positiva! “Scuse” e “Vivere Adesso” ci riportano alla prima loro esperienza in studio, apprezzate anch’esse da tutti i fan e i numerosi amici accorsi sia per il compleanno di Stefano che per il loro attesissimo concerto, in apertura ad un gigante della musica internazionale: e infatti, manco a farlo apposta, i nostri ci ringraziano per tutto il caloroso supporto, congedandosi con un piccolo omaggio all’ospite della serata che di li a poco salirà sul palco, ovvero la stupenda “Black Hearted Woman” del suo repertorio con gli storici Blue Murder. L’esecuzione del brano in questione, soprattutto alle orecchie di chi vi scrive, è risultato ben reinterpretato, con un sound moderno e più fresco ma pur sempre fedele alla versione originale! Chiusura migliore non poteva esserci, dopo un’esibizione veramente sugli scudi, costellata da applausi più che meritati per la grinta e la verve dimostrataci sul palco: in attesa del loro album di debutto non possiamo che complimentarci con loro!

Aredhea setlist:

“La Mia Strada”
“Non è Un Gioco”
“Sola Senza di Te”
“Limite Non è”
“Un’altra Parte di Me”
“Scuse”
“Vivere Adesso”
“Black Hearted Woman” (Blue Murder cover)


Tony Franklin Band
Breve pausa ricreativa, in cui vengono celermente montati gli strumenti, ed ecco salire sul palco i tre musicisti che accompagneranno il monumentale Tony Franklin (basso e cori) in questa sua esibizione capitolina: ad accoglierli con tanto affetto ci sono molti appassionati seduti ai tavoli e in piedi vicino al bancone, pronti a gustarsi un’esibizione tra le più belle che io ricordi qui al Let It Beer, merito anche dell’egregio lavoro profuso al mixer dall’amico Stefano Amendola! Non poteva esserci partenza migliore se non con la corroborante “Jailbreak”, tributo ad un mostro sacro come Philip Lynott e i suoi Thin Lizzy, eseguita con tanta energia da parte di tutti e quattro i musicisti sul palco, per poi passare ad un brano del repertorio di Tony con il supergruppo The Firm (assieme a Paul Rodgers dei Free/Bad Company e Jimmy Page dei Led Zeppelin - n. d. r.) con la stupenda “Closer”, apprezzatissima da tutti quanti. Il bello di questo set, se mi è concesso sottolinearlo, sta proprio nell’aver ripescato brani storici, oramai quasi mai riproposti da nessuno in sede live, spaziando per l’appunto tra repertorio Blue Murder, The Firm e Whitesnake, di cui il nostro ospite ha fatto parte seppur per un breve periodo a fine anni ’90: ed infatti eccoci catapultati nel magico mondo di David Coverdale e del suo Serpente Bianco, con la rigenerante “Bad Boys”, eseguita magistralmente da tutti, in particolare dal giovane Damiano Borgi (voce), uno dei protagonisti indiscussi di questa fantastica serata, bravo a saper egregiamente reinterpretare con una buona dose di personalità tutti i brani del repertorio in questione, senza mai scadere nella copia pedissequa! Il buon Tony si presenta al pub-blico ancora una volta introducendoci ad un brano da lui assai amato, visti i suoi trascorsi anche alla corte di Sir David Gilmour, “Have A Cigar” dei Pink Floyd, apprezzata da tutti gli spettatori presenti, così come l’affascinante “Running Up That Hill”, brano di Kate Bush che vedeva alla sei corde proprio il chitarrista della band britannica! Assai riuscita, a mio modesto giudizio, anche la non semplice prova dell’estroso Nazzareno Zacconi (chitarra), capace di destreggiarsi anch’egli con una buona dose di personalità tra mostri sacri della sei corde come Page e Gilmour solo per citarne alcuni: proprio su “Satisfaction Guaranteed” e la successiva “Radioactive” il nostro si dimostra all’altezza, sfoderando riff e arrangiamenti veramente pregevoli, anche lui con una buona dose di personalità! Con “Billy” si passa invece ora al repertorio Blue Murder, dove svetta ancora una volta la prova ineccepibile e maestosa dell’amico Pino Liberti (batteria) dietro le pelli, pronto a confrontarsi adesso con un mostro sacro dello strumento come Carmine Appice, ma anche lui sempre con personalità e maestria, maturate in tanti anni di esperienze live come turnista assieme a musicisti di fama internazionale! La sublime “Live In Peace” fa da apripista ad una scoppiettante e veloce “Stone Cold Crazy” dei Queen, cantata da tutti così come la seguente lenta e malinconica “Crying In The Rain” dei Whitesnake, ancora una volta suggellata da una prova da applausi di Damiano: avevo già visto e apprezzato on stage questo giovane talento con gli Stage Of Reality, ma è innegabile come il nostro, nel corso degli ultimi anni, abbia acquisito una maturità e una padronanza anche sul palco a dir poco da applausi, grazie anche ad una timbrica vocale assai versatile, capace di stupire ed entusiasmare sia su toni baritoni che in acuti capaci di perforare addirittura i timpani, nonostante i tappi indossati dal sottoscritto! Nonostante il pubblico sia ancora vivo e de-sto, nonché voglioso di altre dosi di questa proposta ricca di classici, ci avviciniamo verso l’epilogo della serata, con un repertorio tutto dedicato al suo breve ma indimenticabile periodo con lo storico trio assieme a John Sykes e Carmine Appice: “Riot” e la seguente “Valley Of The Kings” sono il toccasana per tutti noi appassionati di hard’n’heavy stagionato, stanchi oramai di ascoltare sempre i soliti classici riproposti in tutte le salse e vogliosi finalmente di ascoltare qualche brano finito purtroppo nel dimenticatoio dei circuiti mainstream. Il pubblico continua infatti a richiedere ancora altri brani a gran voce, ma aimé è giunta l’ora di congedarsi per il nostro Tony e i suoi compagni di avventura: la semi-acustica “Jelly Roll”, ci accompagna dunque verso la conclusione di questo show memorabile, contraddistinto da una setlist ricca e variegata, che ha sapientemente riassunto quella che è stata ed è tutt’ora la vasta e altisonante carriera di uno dei musicisti più rinomati nel panorama musicale internazionale!

Tony Franklin Band setlist:

“Jailbreak” (Thin Lizzy cover)
“Closer” ( The Firm song)
“Bad Boys” (Whitesnake cover)
“Have A Cigar” (Pink Floyd cover)
“Running Up That Hill” (Kate Bush cover)
“Satisfaction Guaranteed” (The Firm song)
“Radioactive” (The Firm song)
“Billy” (Blue Murder song)
“Live In Peace” (The Firm song)
“Stone Cold Crazy” (Queen cover)
“Crying In The Rain” (Whitesnake cover)
“Riot” (Blue Murder)
“Valley Of The Kings” (Blue Murder)
“Jelly Roll” (Blue Murder)



Ancora una volta non possiamo esimerci dal complimentarci con gli amici del Let It Beer, giovane locale capitolino che, in soli pochi anni, è diventato un punto di riferimento per tutti gli appassionati della buona musica di Roma e dintorni, proponendo sempre artisti di altissimo profilo della scena rock mondiale, come ricordato nel cappello iniziale: anche in questa occasione le floride premesse iniziali sono state puntualmente soddisfatte per la gioia di tutti noi, grazie ad un’esibizione veramente da ricordare, vista la prova monumentale dei quattro musicisti presenti sul palco. Dal canto suo il buon Tony si è rivelato non soltanto un artista di alto profilo, bensì anche una persona molto alla mano, con cui è stato un piacere chiacchierare al termine della sua esibizione, disponibile con tutti quanti per foto e autografi di rito! Con l’augurio di un anno nuovo che sia ancora meglio dell’ultimo, giunto oramai agli sgoccioli, che ci ha fatto vivere grandi emozioni con nomi del rock internazionale, ringraziamo ancora una volta l’amico Stefano Luciano, il gentilissimo figlio Roman e tutti i ragazzi del Let It Beer, per la cortesia nei nostri confronti, ma soprattutto per la grande passione, il sacrificio e la volontà che ci mettono per soddisfare anche i palati più fini!



Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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