19 Gennaio 2019

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UNION RADIO @ Roma, Traffic Live – l´unione fa la forza!

28-05-2017 00:34 - CONCERTI
Union Radio
Lady Reaper
Lady Reaper: Simone Oz (voce)
Lady Reaper: Stefano Jekyll (chitarra e cori)
Lady Reaper: Berardo Bear (batteria)
Lady Reaper: Berardo Bear (batteria), Gabriele Gimi (basso) e Federico Red (chitarra e cori)
Lady Reaper
RuinThrone
RuinThrone: Giorgio Mannucci (tastiere) e Adriano Strinati (chitarra)
RuinThrone: Nicolò De Maria (chitarra)
RuinThrone: Ed Die (voce)
RuinThrone: Nicolò De Maria (chitarra) e Matteo Galdi (basso)
RuinThrone: Giorgio Mannucci (tastiere), Ed Die (voce) e Adriano Strinati (chitarra)
RuinThrone: Matteo Galdi (basso)
RuinThrone
RuinThrone: Francesco Comerci (batteria)
Union Radio
Union Radio: Francesco “Frank” Marino (voce)
Union Radio: Cristian Pratofiorito (tastiere) e Stefano Francazio (basso)
Union Radio
Union Radio: Giacomo Anselmi (chitarra)
Union Radio: Stefano Francazio (basso)
Union Radio: John Macaluso (batteria)
Union Radio: Francesco “Frank” Marino (voce)
Union Radio
Union Radio: Francesco “Frank” Marino (voce)
Union Radio
Union Radio: Giacomo Anselmi (chitarra)
Union Radio: John Macaluso (batteria)
Union Radio
Union Radio: John Macaluso (batteria)
Union Radio
Union Radio: Francesco “Frank” Marino (voce) e Gianluca Mastrangelo (voce)
Union Radio
Gradito ritorno della band guidata dal celebre batterista italo-americano John Macaluso, noto per le sue collaborazioni con artisti di fama internazionale quali Y. J. Malmsteen, Ark, Symphony X, TNT e molti altri, nonché per la sua attuale permanenza negli italianissimi Labyrinth!

"Non tutto ciò che luccica è oro" diceva un antico detto: ma a volte anche gli antichi possono sbagliarsi, aggiungerei! Ebbene si perché le attese attorno a questo progetto, nato oramai da quasi dieci anni, erano molte, visto soprattutto la presenza di musicisti di caratura eccezionale come quelli attualmente presenti in lineup ad accompagnare le rocambolesche peripezie del buon John: Giacomo Anselmi (chitarra, già nei Goblin Rebirth e nei LaceBlack), Francesco "Frank" Marino (voce, The Glam, ex SOR), Stefano Francazio (basso) e Cristian Pratofiorito (tastiere). Insomma un parterre di musicisti assai apprezzati nell´ambiente musicale romano e nazionale, che da oramai circa due anni stanno riproponendo in sede live i brani dell´album di debutto "The Radio Waves Goodbye" (2007) oltre alle tante perle alla cui realizzazione Macaluso ha contribuito nella sua lunga carriera di turnista! Certo, riproporre questo materiale scritto anni or sono con nuovi musicisti può sembrare per alcuni un´operazione azzardata, visto soprattutto la presenza sul disco di gente del calibro di JamesLaBrie (Dream Theater), Mike DiMeo (Riot), Marco Sfogli (PFM), Chris Caffery (TSO), VitalijKuprij (TSO), Alex Masi: ma invece anche questa sfida lanciata da John sembra essere destinata ad un esito positivo! La serata di Venerdì 19 Maggio, organizzata dalla SoundsRock Agency, presso il Traffic Live di Roma, ha visto una presenza di partecipanti stranamente abbastanza poco cospicua, dovuta forse alla concomitanza con altri eventi, ma nonostante ciò si è rivelata incredibilmente ben riuscita: le diverse decine di spettatori sono riuscite a far sentire il loro supporto e calore durante l´arco di tutte e tre le esibizioni previste. Per l´appunto, l´apertura è stata affidata in prima battuta ai giovani rockers Lady Reaper e a seguire agli epic metallers RuinThrone: entrambe le band hanno dimostrato di meritare pienamente tutto l´interesse riscosso recentemente sui social media, riuscendo a scaldare a dovere gli animi di tutti noi presenti!

Lady Reaper
Sono da poco passate le 22 circa quando, nonostante ancora l´esigua affluenza in sala, sale sul palco il giovane quintetto romano, guidato dal goliardico frontman Simone Oz (voce): il gruppo, fresco del recente ingresso nel rooster della Brothel of Sound, ci propone un breve ma intenso set incentrato principalmente su brani di nuova composizione, che costituiranno il materiale del loro futuro secondo lavoro in studio (dopo l´omonimo debutto del 2015 – n. d. r.). Si parte quindi prima con un divertente accenno blues, tanto per oleare a puntino i motori, per poi iniziare con "Methastasis (a Breaking Bad tribute)", omaggio alla celebre serie televisiva americana, di cui il sottoscritto è un grande fan: siamo di fronte ad un sound duro e grezzo, a tratti condito da tinte southern, soprattutto nei riff sanguigni del duo Stefano Jekyll (chitarra e cori) e Federico Red (chitarra e cori). Il loro appeal è quanto mai trascinante, nonostante forse i suoni non siano perfettamente equilibrati, mai si sa che spesso ciò può succedere a qualsiasi opener. "Abother Me" continua sui solchi tracciati dal brano precedente, mostrandoci tutta la loro coesione ed energia, sicuramente un loro punto di forza; neanche il tempo di rifiatare che eccoci trascinare letteralmente nella carnevalesca "The Eternal Carnival", sulla quale è riscontrabile a più riprese una forte influenza progressive metal, dovuta soprattutto ai rimandi neoclassici di chitarra. I pochi presenti sembrano particolarmente gradire la loro fresca e graffiante proposta musicale, e tra un brano e un altro rendono merito ai cinque rockers accogliendoli con applausi più che meritati. Si passa così all´unica cover del loro breve ma intenso set, "Rolling in the Deep" della cantante britannica Adele: nonostante il genere proposto nella versione originale sia quanto di più distante dal suono dei Lady Reaper, questa rilettura originale è veramente ben riuscita sotto tutti i punti di vista, in particolare per il groove possente creato da Gabriele Gimi (basso) e da Berardo Bear (batteria) nel bridge centrale, nonché per gli assoli di chitarra che riescono a rendere la proposta molto personale e accattivante. Siamo così giunti all´epilogo della loro ruggente performance, ed eccoci salutare dunque nel migliore dei modi con la debordante "Headless Ride", che chiude così un´esibizione ben riuscita e che avrebbe certamente meritato una cornice di pubblico maggiore!

Lady Reaper setlist:

"Methastasis (a Breaking Bad tribute)"
"Abother me"
"The Eternal Carnival"
"Rolling in the Deep" (Adele cover)
"Headless Ride"

RuinThrone
Breve cambio palco ed ecco ora la volta del secondo act della serata: il sestetto capitolino, dedito ad un power/epic metal di matrice sinfonica, propone una scaletta basata principalmente su pezzi risalenti al loro debutto Urban Urbis (2013), oltre ad alcune sorprese assai gradite! Partenza affidata dunque alle melodie di "Summoner", trascinante sin dall´intro strumentale iniziale, che ci rivela un Ed Die (voce) in buona forma, in grado di destreggiarsi sia su registri baritoni sia su toni più acuti: gli arrangiamenti sinfonici sono sicuramente il fiore all´occhiello dei sei prog metallers, dovuti in particolare al copioso lavoro di Giorgio Mannucci (tastiere). L´andante "Dance of Lights" continua a condurci verso territori oscuri, che a tratti ricordano i Dream Theater di Train Of Throught, sia per i ritornelli di facile presa e sia per i riff rocciosi, proposti dall´arrembante Adriano Strinati (chitarra), bravo sia nelle parti ritmiche che nei soli fulminanti e nell´intermezzo acustico da brividi! Tocca adesso ad un brano inedito, che andrà a comporre il loro futuro secondo album, "The Dreamweaver", che sin dalle prime battute ci fornisce un´idea chiara di quella che è stata ed è tutt´ora l´evoluzione musicale del sestetto: cori epici, parti strumentali, cambi di tempo accattivanti, insomma una goduria per le orecchie di chi scrive. Si torna così al passato, e lo si fa con la sinistra "Blinded", scandita dal drumming furioso di Francesco Comerci (batteria) e dal contributo puntuale di Matteo Galdi (basso), che per l´occasione indossa anche una maglia dei Soundgarden in memoria del compianto Chris Cornell: chapeau!
Il tempo sembra letteralmente volare quando arriviamo al penultimo pezzo della serata, ovvero la veloce "Throne of Your Ruin", che ci mostra tutte le loro caratteristiche sonore precedentemente ricordate: ancora una volta la voce di Ed Die risulta graffiante e inusuale, mentre è ancora una parte acustica a spezzare il brano, in modo coeso e ben riuscito, preceduta da un solo di tastiera e concluso da un Nicolò De Maria (chitarra) sugli scudi! E dopo cotanta epicità i ragazzi non potevano che salutarci e ringraziarci nel migliore dei modi: e infatti ci regalano un´apprezzatissima versione del classico dei Blind Guardian, "Valhalla", eseguita in un duetto canoro con il loro impavido amico Simon Tornado, grande appassionato del genere, che si dimostra gasato a mille durante il ritornello centrale. Che dire, una sorpresa come questa non ce l´aspettavamo di certo, vera e propria ciliegina sulla torta, a coronamento di un set non molto lungo ma che ci ha fatto apprezzare e non poco tutto il loro pregevole livello artistico!

RuinThrone setlist:

"Summoner"
"Dance of Lights"
"The Dreamweaver"
"Blinded"
"Throne of Your Ruin"
"Valhalla" (Blind Guardian cover)


Union Radio
Altro breve intervallo ricreativo, quando ecco finalmente giunta la venuta dei nostri eroi: il locale adesso si è discretamente riempito, e soprattutto tra le prime file c´è grande attesa per l´esibizione di John Macaluso e dei suoi maestosi Union Radio. Rullo di tamburi introduttivi da parte dell´ospite d´eccezione, che ci catapulta nella opener "Heal The Waters", dal suo repertorio con gli Ark, storica band nata dall´unione di John con musicisti di caratura internazionale quali Jørn Lande (ex Masterplan), Tore Østby (Conception, Redrum, D. C. Cooper) ed altri: il frontman di questa nuova reincarnazione degli Union, Francesco "Frank" Marino (voce) ci dimostra sin da subito tutta la sua estensione canora, assai poliedrica, bravo sia sulle parti più dure che su quelle più melodiche. Il boato di apprezzamento da parte di tutte le prime file è quanto mai caloroso, ed è seguito da un altro brano degli Ark, l´oscura "Torn", arricchita dall´egregio lavoro di Cristian Pratofiorito (tastiere), bravo nel cimentarsi sia in pad atmosferici con arrangiamenti di pianoforte sia in voli pindarici con nei soli di sintetizzatore; innanzi a tanta bravura e perizia tecnica è veramente difficile rimanere indifferenti, ma è soprattutto la coesione dei cinque musicisti ad essere particolarmente gradita. Si passa così ad un brano dal primo e per il momento unico disco degli Union Radio, la sognante "Starring Pain", cantata quasi in un sussurro ispirato da parte di Frank, mentre il resto dei musicisti riesce a creare quasi delle atmosfere catartiche, che ci avvolgono in un vortice sonoro, complice anche lo struggente solo di Giacomo Anselmi (chitarra), un artista dalla classe e dal gusto innati, nonché dotato di una tecnica eccelsa. Si ritorna agli Ark, per la precisione al loro omonimo debutto del 1999, con l´orecchiabile "Where The Winds Blow", dal bellissimo ritornello, intonato da tutte le prime file in un urlo corale, a sostegno dell´ugola di Frank, che adesso si attesta su toni molto vicini al miglior Coverdale, così come il bellissimo solo di Giacomo, ancora una volta tra i protagonisti indiscussi di questa fantastica serata! Veniamo così introdotti dai ritmi ipnotici e quasi tribali della lenta e soffusa "Dissolved", brano degli Union Radio, sostenuta dal martellante lavoro di Stefano Francazio (basso), musicista dalle doti eccezionali, nonostante preferisca de-filarsi sul palco: a riprova che spesso per essere apprezzati non bisogna necessariamente ricoprire ruoli di primo piano, ma che lo si può dimostrare benissimo anche in modo silenzioso, soprattutto nel deflagrante solo a metà del brano! Arriviamo ora al tanto atteso repertorio a firma Y. J. Malmsteen, con la neoclassica "Blitzkrieg", eseguita magistralmente da parte di tutti i componenti, soprattutto nei duelli chitarra/tastiera, dove sia Giacomo che Cristian dimostrano ancora una volta il loro elevato livello tecnico, soprattutto nell´accenno finale strumentale ad "´O Sarracino" di Renato Carosone. Torniamo agli Ark con l´intro chitarristico quasi gitano di "Just A Little", dove il cantato baritono si sposa alla perfezione con la parte suonata, a costituire una potenziale hit soprattutto a livello commerciale! Passiamo a "Gates To Bridges", degli Union Radio, costituita da un progressive metal di matrice moderna, su cui spiccano gli arrangiamenti di tastiera tra una strofa e un´altra, ad arricchire un altro brano di pregevole fattura; non poteva di certo mancare anche una struggente ballad, "Blue" di Malmsteen, caratterizzata da un giro da brividi, a cavallo tra il blues e il rock sinfonico, tipico marchio di fabbrica del guitar hero svedese: la scena è nuovamente tutta per Giacomo Anselmi, un vero e proprio Maestro della sei corde, capace di regalarci momenti da pelle d´oca! "Soul In Your Mind", cantata in studio niente di meno che da un certo JamesLaBrie, è riproposta con lo stesso mordente del disco, con un altro solo al fulmicotone di Cristian ai synth, oltre ad un assolo di batteria da capogiro regalatoci dal direttore d´orchestra John Macaluso! L´esibizione solista del drummer è accolta da un tripudio di applausi, vista la sua classe eccelsa e il suo tocco inconfondibile, capace di spaziare dai generi più disparati in qualsivoglia momento: ci incamminiamo verso il termine dello show con la titletrack del secondo album degli Ark, l´energica "Burn The Sun", su cui Francesco Marino, alterna uno stile canoro più basso nelle strofe ad uno screaming nel pre-ritornello e nel refrain centrale, coadiuvato ancora una volta dalla risata diabolica di uno scatenato Simon Tornado tra il pubblico, un´autentica tempesta umana! Ma nonostante l´ora tarda non finisce qui, e come tutti gli spettacoli che si rispettino ci viene annunciato un guest d´eccezione: stiamo parlando di Gianluca Mastrangelo, ugola dei capitolini De La Muerte, da sempre grande amico di Frank, con il quale condivide visibilmente felice l´ultimo sussulto della serata. Il canto del cigno è quindi affidato alla ballabile "Gimme! Gimme! Gimme!", celebre hit degli ABBA, riproposta nella versione di Malmsteen, sulla quale i due vocalist si alternano in un duetto veramente ben riuscito, sostenuto dagli applausi più che meritati da parte del pubblico, a chiusura di una esibizione a dir poco maiuscola da tutti i punti di vista!

Union Radio setlist:

"Heal The Waters" (ARK song)
"Torn" (ARK song)
"Starring Pain" (Union Radio song)
"Where The Winds Blow" (ARK song)
"Dissolved" (Union Radio song)
"Blitzkrieg" (Malmsteen song)
"Just A Little" (ARK song)
"Gates To Bridges" (Union Radio song)
"Blue" (Malmsteen song)
"Soul In Your Mind" (Union Radio song)
"Burn The Sun" (ARK song)
"Gimme! Gimme! Gimme!" (Malmsteen song)



A discapito della pioggia battente che si è scatenata durante l´arco di questa fantastica serata, l´evento a cui abbiamo assistito si è rivelato veramente ben riuscito, e ci ha dato la possibilità di scoprire e riscoprire alcune realtà del panorama musicale underground capitolino, che mai come in questo periodo risulta così variegate e multicolore, ma sempre di qualità: ringraziamo sentitamente dunque sia la SoundsRock Agency che il Traffic Live, sia per la disponibilità e cortesia da sempre riservateci e soprattutto per aver reso possibile una serata di questo spessore, che tutti noi presenti, pochi ma buoni, abbiamo gradito e che speriamo possa ripetersi al più presto!









Fonte: Raffaele Pontrandolfi



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